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Rhynchota
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I mwbarincoti (mwbqRhynchota o mwbgHemiptera mwbwLinnaeus, 1758) sono un mwcaordine di mwcqinsetti mwcgpterigoti, comprendente circa mwcw68 000 mwdaspecie e distribuito in tutto il mondo. Sistematicamente è incluso fra gli mwdqExopterygota (mwdgNeoptera mwdwParaneoptera) ed è l'unico ordine della mweasezione mweqRhynchotoidea.

Il nome Rhynchota deriva dal greco mwewrhynchos ("rostro"), per caratteristica conformazione dell'mwfaapparato boccale. In ambito internazionale e scientifico è tuttavia largamente più usato il vecchio nome Hemiptera, attribuito da Linneo. Questo nome è in realtà concettualmente inappropriato, in quanto fa riferimento ad un particolare morfologico, la conformazione dell'mwfqala anteriore, che è proprio di uno solo dei sottordini in cui si suddividono i Rincoti.

I Rincoti costituiscono uno degli ordini di insetti più studiati sotto l'aspetto zoologico e applicativo. Il raggruppamento comprende infatti specie di interesse ecologico e naturalistico, medico-sanitario e agrario. L'ambito di interesse principale, oltre a quello zoologico, è quello agrario e forestale: l'ordine comprende, infatti, un elevato numero di specie dannose all'mwfwagricoltura a fronte di un minore numero di altre utili.

Contents

Note

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Descrizione

Morfologia

I Rincoti possono presentare dimensioni molto variabili, da quelle dei mwhaCoccidi, alcuni dei quali possono misurare meno di un mwhqmillimetro, a quelle dei mwhgBelostomatidi e dei mwhwFulgoridi, le cui dimensioni possono superare i mwia15 cm di apertura alare e avvicinarsi ai mwiq10 cm di lunghezza del corpo. Notevole è il polimorfismo nell'ambito dell'ordine, che comprende anche specie a forma involuta, in cui può scomparire del tutto la differenziazione delle tre regioni morfologiche (capo, torace e addome) e delle appendici più vistose (antenne, ali e zampe), come si verifica nella generalità dei Coccidi. Interessanti sono, in alcuni gruppi sistematici, le colorazioni delle livree (es. vari mwigPentatomoidei), e gli ornamenti dell'mwiwesoscheletro, che in alcune specie possono assumere forme decisamente bizzarre (es. mwjaMembracidi).

Capo

Il mwqwcapo ha varie forme e sviluppi, talvolta nascosto sotto il mwrapronoto, talvolta ben evidente e staccato dal torace. In genere è piccolo, spesso a profilo triangolare. La posizione rispetto al corpo varia, dal tipo mwrqprognato, a quello mwrgipognato o, addirittura, mwrwmetagnato; quest'ultima conformazione è spesso presente nelle forme mwsafitofaghe, funzionale al tipo e alla modalità di alimentazione.

Gli mwsgocchi sono in genere ben sviluppati, a volte sostenuti da prominenze del cranio (occhi peduncolati), come nei mwswTaumastocoridi, oppure divisi in due parti, come negli mwtaAleurodi. Gli mwtqocelli sono assenti oppure presenti in numero variabile, secondo il gruppo sistematico, di due o tre. Le mwtgantenne sono in genere filiformi, composte da 3-5 articoli negli mwtwEterotteri, meno di 10 negli mwuaOmotteri. La lunghezza può variare in relazione allo sviluppo dei singoli antennomeri. In alcuni gruppi sistematici sono assenti o atrofiche (Coccidi).

La morfologia della regione fronto-clipeale è utile, in alcuni casi, per la determinazione sistematica. In tutti i Rincoti, il mwugclipeo è suddiviso da una mwuwsutura in due mwvascleriti, denominati rispettivamente mwvqanteclipeo e mwvgpostclipeo.

Apparato boccale

La morfologia e la funzionalità dell'mwywapparato boccale, del tipo pungente-succhiante, rappresentano uno degli elementi comuni ricorrenti nella generalità dell'ordine e assumono un grado di specializzazione e complessità che fanno dei Rincoti il gruppo sistematico più evoluto nell'ambito degli Esopterigoti. La profonda modificazione, rispetto al tipo masticatore, ha portato all'adozione, da parte degli studiosi, di una terminologia specifica: le mandibole e le mascelle sono infatti genericamente chiamate mwzastiletti e il labbro inferiore è comunemente chiamato mwzqrostro.

Il mwzwlabbro superiore non partecipa alla costituzione dell'apparato boccale, pur subendo un particolare allungamento. In generale ha un profilo triangolare, stretto e allungato, ma molto meno rispetto agli stiletti. In alcuni Rincoti ha uno sviluppo in lunghezza alquanto ridotto e, in questo caso, è sorpassato in lunghezza dalla membrana interna, lmwaa'mwaqepifaringe. Superiormente è articolato all'anteclipeo. Le mwagmandibole sono stilettiformi e nella loro estremità distale sono leggermente espanse e denticolate. Tale conformazione è finalizzata alla funzione che svolgono, che è quella di perforare i tessuti attaccati. L'interno delle mandibole è attraversato da pori a fondo cieco, che conferiscono una maggiore resistenza meccanica.

Le mwdgmascelle sono anch'esse stilettiformi, mancano del tutto i lobi distali (galea e lacinia) e i palpi mascellari. La loro sezione è conformata in modo tale da costituire due concavità sul lato adorale (interno). In questo modo, accostandosi ed incastrandosi, delimitano due canali con lume di diverso diametro: quello dorsale, più ampio, costituisce il mwdwcanale di suzione, quello ventrale, più stretto, è il mweacanale salivare. Le mascelle e le mandibole si articolano all'interno del cranio; esternamente il loro tratto basale differenzia dei lobi che si articolano alle guance. Il posizionamento reciproco durante l'alimentazione è fatto in modo che le mascelle combacino fra loro delimitando i due canali, mentre le mandibole si dispongono ai lati e leggermente all'indietro. Scanalature longitudinali esterne permettono agli stiletti di incastrarsi e scorrere reciprocamente, funzionalità fondamentale nell'atto della perforazione.

Il mweglabbro inferiore, o rostro, è stretto e allungato ed ha una forma quasi cilindrica, affusolata all'estremità distale e concava sul lato dorsale. Mancano i lobi terminali (glosse e paraglosse) e i palpi labiali. È composto da un numero variabile da 1 a 4 articoli secondo il gruppo sistematico. Può avere la stessa lunghezza degli stiletti oppure è più breve. Nell'insieme dell'apparato boccale rappresenta l'elemento di maggiore evidenza e che giustifica il nome dato a questi insetti.

Fra gli elementi morfologici di maggiore importanza ai fini sistematici va considerata la posizione in cui si articola l'apparato boccale:

• Negli Eterotteri, l'apparato boccale si articola nella parte anteriore del capo; alla vista laterale, la base del rostro è posizionata anteriormente rispetto agli occhi; nella regione ventrale del capo, posteriormente al rostro, è presente una regione sclerotizzata, detta mwgggola, che precede il prosterno.
• Negli Omotteri, l'apparato boccale si articola nella porzione posteriore del capo e, alla vista laterale, dietro gli occhi. Manca la gola, al punto che gli stiletti boccali sembrano emergere, ventralmente, dalla regione sternale.

Un altro elemento morfologico, utile per la determinazione sistematica in alcuni gruppi di Eterotteri, è la presenza di due lamine laterali di derivazione mascellare, dette mwhqbucculae, fra le quali si posiziona il primo articolo del rostro.

Le modificazioni anatomiche di maggior rilievo, associate all'apparato boccale dei Rincoti, sono la mwhwpompetta salivare e la mwiapompa cibariale o mwiqfaringeale, le mwigleve mandibolari e mwiwmascellari e la muscolatura associata. La pompetta salivare è un serbatoio che raccoglie il secreto delle mwjaghiandole salivari ed è dotata di un pistone interno e di un sistema muscolare che permettono l'espulsione della saliva iniettandola nel canale salivare. La pompa cibariale è un adattamento della faringe: la parete ventrale è robusta e sclerificata, mentre quella dorsale è membranosa ed è associata a muscoli che si attaccano alla volta cranica; con questo sistema, la contrazione dei muscoli dilata la faringe creando una mwjqdepressione che aspira i liquidi dal canale di suzionecite-ref-1[1].

Le leve mascellari e mandibolari sono mwkwscleriti interni al cranio sui quali si articolano le mascelle e le mandibole; l'azione di mwlamuscoli mwlqprotrattori e mwlgretrattori su questi scleriti permette l'estroflessione o la retrazione degli stiletti. Un'altra modifica anatomica interessa la mwlwprefaringe: questa s'incunea in avanti ed è forata in modo da essere attraversata dalle mascelle.

Data la particolare conformazione dei Rincoti, che spesso hanno capo metagnato, in posizione di riposo il rostro si adagia sulla parte ventrale del mwnqtorace e gli stiletti sono raccolti nella doccia formata dal rostro. Quando gli stiletti sono più lunghi del rostro, in fase di riposo si ripiegano in anse nel rostro oppure sono riavvolti in una tasca interna al cranio, detta mwngcrumena (es. Coccidi). Singolare è il caso degli mwnwAradidi, nei quali gli stiletti boccali sono avvolti dentro il cranio, in un alloggiamento corrispondente alla regione clipeale, in una spirale verticale, simile alla molla di un orologio.

La dinamica del funzionamento dell'apparato boccale, in fase di alimentazione, è stata accuratamente descritta da mwoqWEBER nel 1933cite-ref-weber-2-0[2]cite-ref-3[3]. Il rostro, dotato di una notevole mobilità, non partecipa alla puntura e si ripiega a ginocchio, oppure si ritrae per scorrimento reciproco dei suoi articoli; in alcuni casi guida gli stiletti nella fase di penetrazione. Questi ultimi sono in genere introdotti indipendentemente uno dopo l'altro, ad iniziare dalle mandibole, scorrendo reciprocamente per mezzo delle scanalature longitudinali. La capacità di penetrazione è notevole, con una pressione dell'ordine di quasi 100 mwqgkPacite-ref-4[4]. Una volta introdotti tutti gli stiletti, l'insetto inietta la saliva e, in una fase successiva, aspira il liquido.

Torace

La morfologia del mwtwtorace varia notevolmente al punto che non esiste un modello rappresentativo. Il mwuaprotorace è a volte suddiviso in due parti da una strozzatura (es. mwuqReduvidi) oppure può presentare caratteristiche espansioni laterali del pronoto (mwugTingidi) o bizzarri processi dell'esoscheletro, di sviluppo anche notevole (Membracidi). Il mwuwtergite del mwvamesotorace differenzia spesso lo mwvqscutello, che può assumere uno sviluppo tale, in alcuni gruppi, da ricoprire interamente o buona parte delle ali e dell'addome (es. mwvgScutelleridi e mwvwPlataspidi); in alcuni di questi casi lo sviluppo dello scutello e il profilo, marcatamente convesso, sono tali da far ricordare, nella forma, i mwwaColeotteri, perciò nella letteratura si usa spesso il termine mwwqcoleotteriforme nella descrizione di alcuni mwwgtaxa. Nel mwwwmetatorace, l'elemento morfoanatomico di maggior rilievo, anche ai fini sistematici, è la posizione, il numero e la conformazione degli sbocchi delle mwxaghiandole odorifere, presenti nella generalità degli Eterotteri. In genere gli sbocchi delle ghiandole odorifere sono localizzati nel mwxqmetaepisterno in un'area conformata in modo da favorire l'evaporazione del secreto.

Marcato è il polimorfismo delle mwywali, per quanto riguarda sia lo sviluppo, sia la morfologia. Le ali sono generalmente ben sviluppate, ma esistono vari gradi di mwzameiotterismo, dalle forme brachittere a quelle microttere, subattere e attere. Un caso particolare è quello dei maschi dei Coccidi, le cui ali sono ridotte ad un solo paio. Nelle forme con ali ben sviluppate gli aspetti morfologici più interessanti risiedono nell'ala anteriore. La morfologia delle ali anteriori si riconduce a tre tipi:

• Ali anteriori completamente membranose. È il carattere ricorrente negli mwzwOmotteri Sternorrinchi e in alcune famiglie degli mw0aOmotteri Auchenorrinchi. Piuttosto rare sono invece negli Eterotteri
• Ali anteriori leggermente sclerificate per tutta la loro estensione (mw0gtegmine). È il carattere ricorrente nella maggior parte degli Omotteri Auchenorrinchi e in poche famiglie degli Eterotteri.
• Ali anteriori sclerificate nella porzione prossimale e membranose in quella distale (mw1aemielitre). È il carattere ricorrente nella quasi totalità degli Eterotteri e da esso deriva anche il nome di mw1qEmitteri dato all'intero ordine. La porzione prossimale, sclerificata, è morfologicamente distinta in due regioni, una intera, detta mw1gclavus o mw1wclavo, e una esterna, detta mw2acorium o mw2qcorio, separate da una sutura. La porzione distale è interamente membranosa e viene, appunto, chiamata mw2gmembrana.

Le ali dispongono in genere di apparati di collegamento fra posteriori e anteriori, per sincronizzarne i movimenti. La conformazione di questi organi differisce secondo il gruppo sistematicocite-ref-5[5]:

• negli Eterotteri, un ispessimento del margine costale dell'ala posteriore si incastra fra due rilievi sclerificati presenti sul margine posteriore dell'ala anteriore;
• negli Omotteri avviene l'inverso, ovvero, è il margine posteriore dell'ala anteriore che si incastra fra due rilievi presenti nel margine costale dell'ala posteriore.

Le mw6wzampe presentano vari sviluppi e conformazioni, fino a scomparire del tutto (Coccidi). Nella generalità delle specie sono di tipo ambulatorio o cursorio, ma sono frequenti anche adattamenti per specifiche funzioni. Le zampe anteriori sono trasformate in raptatorie in diversi Eterotteri mw7apredatori (es. mw7qNepidi e mw7gBelostomatidi) oppure, più raramente, in fossorie (mw7wCorissidi). Le zampe medie e quelle posteriori sono trasformate in natatorie in molti Rincoti acquatici (es. mw8aNotonette) oppure adattate a sfruttare la mw8qtensione superficiale per scivolare o camminare sulle superfici liquide (es. mw8gGerridi). Le zampe posteriori, infine, possono essere di tipo saltatorio, frequente in alcune famiglie di Auchenorrinchi (es. mw8wCicadellidi e mw9aDelfacidi) e di Eterotteri (mw9qMiridi). Caratteristiche e bizzarre sono le espansioni fogliacee delle tibie posteriori, appiattite, di alcune specie di mw9gCoreidi

Addome

Anche per l'mw-waddome si riscontra una certa eterogeneità nell'ambito dell'ordine, con differenze che caratterizzano i singoli gruppi sistematici. Gli elementi morfologici dell'addome sono perciò utili ai fini tassonomici. L'addome è sessile e composto da 11 mwaqauriti, di cui l'undicesimo, quello anale, è ridotto. Il numero di uriti apparenti in genere è inferiore per la riduzione dei primi 1-2 uriti. In molti Eterotteri è più o meno appiattito e, talvolta, presenta espansioni laterali degli mwaqeurotergiti (mwaqilaterotergiti o mwaqmparatergiti) che emergono dalle emielitre (es. Aradidi e vari mwaqqPentatomomorfi). Spesso i laterotergiti sono messi in evidenza da colorazioni in contrasto, alternate fra segmenti adiacenti.

I mwaqycerci sono assenti. L'ovopositore non è mai particolarmente sviluppato in lunghezza e si compone di un numero variabile di 1-3 paia di valve, formate dagli mwaqcurosterniti VIII e IX. Particolari conformazioni morfologiche si possono avere in alcuni mwaqgCimicomorfi per favorire l'inseminazione durante la copula, ma nella generalità dei Rincoti avviene attraverso lo sbocco della vagina, che si ha nell'urite VIII. In diversi Cimicomorfi, i maschi hanno un mwaqkorgano copulatore asimmetrico e, talvolta, l'asimmetria coinvolge anche la conformazione degli ultimi uriti.

Appendici particolari, con specifiche funzioni, sono presenti in alcuni gruppi sistematici, sia fra gli Eterotteri sia fra gli Omotteri. Negli Omotteri sono presenti organi addominali che sono associati al funzionamento di alcune mwaqsghiandole esocrine oppure all'emissione della mwaqwmelata. Sono tali, ad esempio, la mwaq0codicola e i mwaq4sifoni degli mwaq8Afidi. In alcuni Eterotteri acquatici, invece, sono presenti lunghi sifoni terminali il cui scopo è quello di consentire la mwararespirazione dell'insetto immerso prelevando l'mwarearia dalla superficie (Nepidi).

Anatomia

Apparato digerente

Rispetto all'mwarkapparato digerente tipo lo mwarostomodeo dei Rincoti è adattato all'assunzione di alimenti liquidi per aspirazione, con la presenza della mwarspompa faringeale descritta in precedenza. Questa struttura permette la dilatazione della faringe creando la mwarwpressione negativa necessaria per aspirare i liquidi. Rispetto all'apparato digerente tipico manca, inoltre, il ventricolo. Il mwar0mesentero degli Eterotteri presenta delle strozzature e, nelle specie fitofaghe, diversi diverticoli ciechi.

La peculiarità anatomica più evidente consiste però nella camera filtrante, presente in tutti gli Omotteri ad eccezione dei mwasaDiaspini. Si tratta di un adattamento anatomo-fisiologico ad un'alimentazione basata su succhi vegetali poco concentrati, poveri di mwasesostanze azotate e ad alto tenore di mwasizuccheri. Strutturalmente consiste in una deviazione del mwasmproctodeo, rispetto al suo decorso normale, in modo che entri in rapporto anatomo-istologico con il tratto iniziale del mesentero. In strutture più complesse, come quella dei mwasqCercopidi, la camera filtrante è formata da un ripiegamento del mesentero in modo che il suo tratto iniziale, quello finale e il tratto iniziale del proctodeo siano in rapporto anatomico. La struttura di collegamento funziona come sistema mwasudializzante mwasybypass, evitando l'ingresso di quantità eccessive d'acqua e di zuccheri nel tratto intermedio del mesentero e la conseguente diluizione dei succhi digestivi.

Nei Diaspini, il tubo digerente è interrotto: stomodeo e mesentero formano una sorta di sacco a fondo cieco senza alcuna connessione con il proctodeo.

Apparato secretore

L'mwataapparato secretore dei Rincoti dispone di alcune importanti mwateghiandole a secrezione esterna che, secondo i gruppi sistematici, hanno riflessi sull'etologia o sulla biologia della specie oppure sui rapporti tra la specie e l'Uomo. La presenza e la funzione di queste ghiandole varia secondo il raggruppamento sistematico, perciò per eventuali approfondimenti si rimanda alle voci relative ai singoli taxa.

• Eterotteri. La peculiarità di questo raggruppamento risiede nella presenza delle mwatqghiandole odorifere. Molti Eterotteri, genericamente chiamati mwatucimici, sono noti per emanare, se disturbati, un odore sgradevole oppure di trasferirlo ai prodotti vegetali. Questo odore è dovuto al secreto delle ghiandole odorifere presenti nella generalità del sottordine. Le ghiandole odorifere sono ubicate nell'addome degli stadi giovanili (mwatyneanidi e mwatcninfe), con sbocchi negli urotergiti, mentre negli adulti sono rappresentate da un'unica ghiandola, posizionata nel metatorace e provvista di due dotti escretori che sboccano simmetricamente, come si è detto, in corrispondenza dei metaepisterni.
• Omotteri. Negli Omotteri sono ricorrenti, secondo il gruppo sistematico, le abbondanti secrezioni di mwatkcera, mwatolacca o mwatsseta, generalmente usate a scopo protettivo, da parte di ghiandole in genere tegumentali. Il secreto di queste ghiandole può assumere l'aspetto di una massa informe polverulenta o fioccosa, che ricopre singoli individui o anche intere colonie, oppure l'aspetto di una corazza, detta mwatwscudetto, che ricopre singoli individui (Coccidi).

Micetomi

I micetomi sono strutture contenenti microrganismi simbionti generalmente localizzate nel tessuto adiposo dell'addome, in forme e sviluppi caratteristici secondo il gruppo sistematico. Rappresentano un elemento anatomico essenziale per la vita dei Rincoti fitomizi che si nutrono di sola mwat8linfa. La funzione dei micetomi è quella di integrare il metabolismo dell'insetto con biosintesi microbiche che compensano gli squilibri nutrizionali derivanti dalla specificità dell'alimento: ad esempio, sembra che i micetomi siano indispensabili per integrare il fabbisogno in mwauacolesterolo, essendo la linfa vegetale povera di mwauesterolicite-ref-6[6].

I micetomi sono strutture anatomiche proprie degli Omotteri, ma forme di endosimbiosi sono presenti in generale in tutti i Rincoti fitomizi e negli ematofagi (es. mwaucCimicidi). L'importanza biologica delle endosimbiosi, in questi insetti, è tale che si sono evoluti meccanismi, diversi secondo i gruppi sistematici, di trasmissione dei simbionti alla prole.

Biologia

Riproduzione

La riproduzione dei Rincoti mostra un'estrema variabilità, annoverando anche casi specifici particolari. Nella generalità dell'ordine la riproduzione è di tipo mwavaanfigonico, con una notevole ricorrenza della mwavepartenogenesi in alcuni gruppi sistematici fra gli Omotteri. La partenogenesi può derivare da varie cause ed accompagnarsi, nell'ambito delle singole specie, ad altre forme di riproduzione, spesso secondo l'evoluzione del ciclo (es. Afidi). Un particolare specificità si riscontra nellmwavi'mwavmmwavqIcerya purchasi, unico caso di mwavuermafroditismo fra gli Insetti.

Nella maggior parte delle specie la mwavccopula si svolge per inseminazione vaginale, con l'eccezione di alcuni mwavgCimicomorfi, fra i quali si verificano fenomeni di inseminazione extravaginale.

Nell'ordine si annoverano forme mwavoovipare, mwavsovovivipare e mwavwvivipare, queste ultime frequenti fra gli Omotteri. Un fenomeno particolare, detto mwav0inscatolamento delle generazionicite-ref-7[7], ricorre nelle mwawivirginopare degli Afidi vivipari: si tratta di femmine partenogenetiche al cui interno si sviluppano gli embrioni di ben tre generazioni annidate.

Eterogenea è anche la modalità con cui si svolge l'ovideposizione nelle forme ovipare: le uova sono deposte, isolate o in gruppi, su vari supporti, sulla superficie dei vegetali (corteccia, steli, foglie, ecc.) o sul corpo di altri animali. In alcuni casi vengono incollate con il secreto delle mwawqghiandole colleteriche, in altri casi infisse nei tessuti vegetali. Singolare è il comportamento in alcuni Eterotteri acquatici (Belostomatidi) o terrestri (Coreidi), le cui uova vengono incollate sul dorso dei maschi.

Ciclo vitale

Nella loro generalità, i Rincoti sono insetti mwaw0paurometaboli o, nelle forme attere, mwaw4pseudoametaboli e, più raramente, mwaw8emimetaboli. Lo mwaxasviluppo postembrionale passa perciò attraverso lo stadio di mwaxeneanide, a cui segue, nelle forme alate, quello di mwaxininfa, con occupazione delle stesse mwaxmnicchie ecologiche da parte di stadi giovanili e adulti.

Negli mwaxuOmotteri Sternorrinchi sono frequenti forme particolari di mwaxyneometabolia, che in genere riguardano il sesso maschile, e di mwaxccatametabolia, che riguardano invece il sesso femminile. Il quadro specifico è piuttosto complesso e si può così sintetizzare:

• mwaxoAllometabolia. È riconducibile ad una forma di neometabolia; si verifica per entrambi i sessi degli Aleurodidi e i maschi dei mwaxsMargarodidi. In quest'ultimo caso, alcuni Autori individuano forti analogie con l'mwaxwipermetabolia degli mwax0olometaboli ed hanno coniato, perciò, il termine di mwax4pseudoipermetaboliacite-ref-8[8].
• mwayqParametabolia. È un termine coniato da mwayuWEBERcite-ref-weber-2-1[2]cite-ref-9[9] per indicare la forma di neometabolia ricorrente nella generalità dei maschi dei Coccidi (eccetto i Margarodidi).

Va inoltre ricordato che mwazqBORNER (1909) individuò, nelle forme alate di alcuni Afidi, una forma particolare di neometabolia che definì mwazuomometaboliacite-ref-10[10], ma questa interpretazione non è condivisa dalla maggior parte degli Autori, che definiscono gli Afidi come insetti paurometaboli.

Il numero di stadi preimmaginali che compongono il ciclo di sviluppo varia secondo il raggruppamento sistematico. In genere lo sviluppo si svolge attraverso 5 stadi giovanili (2 di neanide e 3 di ninfa) negli Eterotteri, mentre negli Omotteri si riscontra una maggiore variabilità, con 3-7 stadi giovanilicite-ref-11[11].

Il ciclo biologico può essere relativamente semplice, con una o poche generazioni l'anno, oppure presentare una particolare complessità, che raggiunge l'acme negli Afidi. In questa superfamiglia, infatti, il ciclo è spesso caratterizzato da un rapido avvicendamento di generazioni sovrapposte e fenomeni di polimorfismo non sociale, associati spesso al ciclo mwaaafenologico delle piante ospiti e a dinamiche di popolazione di particolare complessità.

Alimentazione

Malgrado la specificità morfoanatomica dell'apparato boccale, fra i Rincoti si annoverano tutti i possibili regimi alimentari.

Le specie zoofaghe si annoverano esclusivamente fra gli Eterotteri. La zoofagia si esplica prevalentemente nella predazione di piccoli mwaaoinvertebrati e, raramente, di mwaasvertebrati, ma non mancano le specie mwaawematofaghe, assimilabili agli zooparassiti dei Vertebrati.

Le specie ematofaghe fanno capo alle famiglie mwaa4Cimicidae, mwaa8Reduviidae e mwabaPolyctenidae. I Cimicidi sono zooparassiti di mwabemammiferi e mwabiuccelli e sono di prevalente interesse medico. I Polictenidi sono invece ematofagi associati ai mwabmpipistrelli. I Reduvidi sono prevalentemente artropofagi, mentre le specie ematofaghe fanno capo alla sottofamiglia mwabqTriatominae. In generale, queste specie contengono al loro interno microrganismi simbionti, indispensabili per il mwabumetabolismo associato al regime dietetico ematofago.

I Rincoti predatori si alimentano prevalentemente a spese di altri mwab0artropodi e si possono distinguere, sotto l'aspetto pratico, in specie acquatiche o semiacquatiche e terrestri. Le prime sono di interesse prevalentemente mwab4ecologico, come importanti componenti delle mwab8biocenosi di mwacaecosistemi acquatici. Fanno capo a diverse famiglie, di cui le più note rientrano fra i mwaceGerromorfi, semiacquatici, e i mwaciNepomorfi, prevalentemente acquatici. Le specie di maggiori dimensioni, facenti capo ai Belostomatidi, possono predare anche piccoli mwacmpesci e mwacqanfibi. Le specie terrestri sono invece generalmente importanti come insetti ausiliari, utili nel controllo biologico delle specie fitofaghe negli mwacuagrosistemi e negli ecosistemi forestali. I predatori terrestri di maggior interesse fanno capo alle famiglie degli mwacyAntocoridi, dei mwaccNabidi, dei mwacgMiridi e dei mwackReduvidi.

In generale, i Rincoti predatori sono caratterizzati da una spiccata voracità e attività predatoria, che spesso si manifesta con una marcata aggressività e, caso non raro, con il mwacscannibalismo. Emblematico è il nome comune di mwacwassassin bug ("cimici assassine") attribuito dagli mwac0anglofoni ai Reduviidi. L'apparato boccale dei predatori è piuttosto breve e generalmente ricurvo. La mwac4saliva iniettata nel corpo della preda contiene enzimi litici responsabili di una parziale mwac8digestione che precede l'assunzione. Nella loro attività molte specie si servono dell'ausilio delle zampe anteriori, modificate in raptatorie. I Rincoti predatori non attaccano l'Uomo, ma molte specie, sia terrestri sia acquatiche, possono pungere occasionalmente se disturbate; l'iniezione della saliva provoca reazioni locali rendendo la puntura particolarmente dolorosa.

Le specie fitomize sono comprese sia fra gli Eterotteri sia fra gli Omotteri. Gli Eterotteri fitomizi fanno capo prevalentemente all'infraordine dei Pentatomomorfi e, fra i Cimicomorfi, alle famiglie dei mwadgTingidi e dei Miridi. L'alimentazione si svolge a spese di vari organi, fra cui steli, foglie, fiori, frutti e semi. La fitofagia raggiunge tuttavia la sua massima espressione negli Omotteri: questi insetti, esclusivamente vegetariani, hanno sviluppato un elevato adattamento evolutivo, sotto gli aspetti morfologici, fisiologici ed etologici, alla fitofagia. L'apice di questo adattamento evolutivo si raggiunge nelle tre superfamiglie che compongono gli Sternorrinchi (Aphidoidea, Coccoidea e Aleyrodoidea) che, non a caso, comprendono un elevato numero di specie altamente dannose all'mwadkagricoltura.

Le specie fitomize sono caratterizzate dal possedere un apparato boccale particolarmente lungo, con rostro che si posiziona ventralmente fra le zampe. La saliva, nella generalità dei casi, provoca reazioni locali nei tessuti attaccati derivanti da alterazioni istologiche e biochimiche finalizzate a migliorare l'assunzione della linfa o dei succhi cellulari. Questi insetti, come si è detto, dispongono di microrganismi simbionti la cui funzione biologica è quella di compensare lo sbilanciamento di una dieta ricca di zuccheri e povera di principi nutritivi essenziali. L'adattamento alla fitofagia si manifesta, negli Omotteri, con l'evoluzione della camera filtrante, assente solo nei Diaspini.

Gli Omotteri che dispongono della camera filtrante emettono un escremento liquido, detto mwaeymelata, ricco di zuccheri, che costituisce il substrato elementare di una complessa cenosi prevalentemente composta da mwaecfunghi e da insetti glicifagi appartenenti soprattutto agli ordini dei mwaegDitteri e degli mwaekImenotteri.

Fra gli altri regimi dietetici rientrano la mwaessaprofagia, che si manifesta in modo esclusivo oppure associata alla fitofagia o alla zoofagia, e la mwaewmicetofagia. Non mancano inoltre i Rincoti commensali degli mwae0insetti sociali (specie mwae4mirmecofile e termitofile), che si annoverano in diverse famiglie di Eterotteri.

Un particolare cenno va fatto all'onnivoria, che si manifesta in modo complesso e con risvolti interessanti sotto l'aspetto biologico. Gli esempi più comuni di onnivoria, con manifestazioni differenti, si riscontrano fra alcuni Miridi e Pentatomomorfi.

Fra i Miridi è interessante il passaggio alla fitofagia di alcuni predatori in condizioni di carenza di prede, al punto che sono sfruttati in lotta biologica in condizioni in cui altri entomofagi non sarebbero efficaci: in condizioni di bassa densità di popolazione della preda, questi miridi passano alla fitofagia nutrendosi a spese della specie agraria; questa apparente contraddizione rappresenta in realtà un punto di forza in quanto garantisce il mantenimento di una popolazione di predatori in grado di intervenire efficacemente ai primi segnali di infestazione di specie più dannose.

Etologia

L'etologia dei Rincoti è strettamente associata alla loro alimentazione e all'habitat perciò si annovera anche in questo campo una spiccata variabilità che non è possibile riassumere in modo generico.

Gli Eterotteri sono insetti piuttosto mobili, soprattutto le forme predatrici, mentre fra gli Omotteri si riscontra una tendenza alla sedentarietà passando dagli Auchenorrinchi agli Sternorrinchi, fino a raggiungere la massima espressione dell'immobilità nelle forme adulte involute dei Coccidi. L'attitudine al volo cambia secondo i gruppi sistematici; in generale tutte le forme alate hanno una discreta attitudine al volo che viene per lo più sfruttata solo per le migrazioni e per brevi spostamenti da un sito di alimentazione ad un altro, perciò la locomozione è fondamentalmente basata sull'uso delle zampe. In base all'habitat e alla conformazione delle zampe si possono distinguere varie forme di locomozione: deambulazione o corsa su superfici solide, salto, deambulazione o slittamento sulla superficie dell'acqua, nuoto in immersione, deambulazione sotto la superficie dell'acqua.

In molte specie, sia fra gli Eterotteri sia fra gli Omotteri, è spiccata la tendenza all'aggregazione non sociale, con comunità o colonie che possono raggiungere anche elevate densità. Questo comportamento raggiunge le espressioni più marcate, in generale, negli Omotteri Sternorrinchi, con una stretta correlazione fra livello di aggregazione e livello di danno.

È interessante l'esistenza di varie forme di relazione intraspecifica e interspecifica. Nell'ambito delle comunità si instaurano spesso rapporti interspecifici di opportunismo, di mwafwcommensalismo o di mwaf0simbiosi mutualistica. A titolo d'esempio si cita il mwaf4mimetismo fanerico di alcuni Reduvidi che vivono all'interno di grandi colonie di mwaf8Pirrocoridi africani predandoli, ma quello più noto è il rapporto di vera e propria simbiosi che si crea fra afidi e mwagaformiche. Aspetti più complessi riguardano le relazioni tra Omotteri fitofagi e il loro predatori e parassitoidi, spesso basate sull'emissione di segnali chimicicite-ref-13[13].

In ambito intraspecifico gli aspetti più interessanti risiedono nelle forme di comunicazione sonoracite-ref-14[14] o chimica. Diverse specie sono capaci di emettere suoni, proprietà in generale proprie del maschio. I Cicadidi sono gli insetti stridulatori per antonomasia, con il proverbiale canto delle cicale. L'emissione di suoni in questo caso è dovuto alla presenza di un particolare organo sonoro, pari e simmetrico, localizzato ventralmente sul primo urite. Organi vibranti analoghi sono presenti nella generalità degli Omotteri Auchenorrinchi. Fra gli Eterotteri, l'emissione di suoni si riscontra in molte specie ed è prodotta dallo sfregamento reciproco di parti del corpo. I comportamenti più curiosi si riscontrano nei mwaheCorissidi e nei Reduvidi. I Corissidi, noti come mwahicicale d'acqua, emettono suoni sfregando i tarsi anteriori su un'area zigrinata del clipeo, i Reduvidi sfregando il rostro su un'area, anch'essa zigrinata, del prosterno. Fra gli esempi di comunicazione chimica si segnala quello presente in diverse specie di Afidicite-ref-15[15]: i sifoni, processi dorsali presenti sull'addome di questi insetti, emettono una sostanza mwahcterpenica, l'(E)-β-Farnesene che agisce come mwahkferomone di allarme: quando un afide viene predato, i suoi sifoni emettono il segnale chimico; gli altri afidi della colonia, captando il feromone, cessano istintivamente di alimentarsi e si mettono in movimento. I meccanismi di produzione e di rilascio di questo feromone avrebbero importanti riflessi sulla complessa vita sociale degli afidi, sul loro sviluppo e sulle relazioni con le formichecite-ref-16[16]cite-ref-17[17].

Habitat e diffusione

Data l'eterogeneità biologica nell'ambito dell'ordine, i Rincoti popolano svariati habitat spingendosi, in alcuni casi, anche in ambienti che, per la loro peculiarità, sono poco colonizzati dagli insetti. Fra i vari habitat occupati dai Rincoti si citano i seguenti:

• Terreno. Ospita specie fitomize che attaccano le radici delle piante. Un esempio famoso è senza dubbio la mwaiofillossera della vite.
• Superficie del terreno. Ospita specie fitofaghe che si nutrono a spese di semi, specie saprofaghe e, infine, specie predatrici.
• Vegetazione. È senza dubbio l'habitat più rappresentativo per i Rincoti, sia fitofagi sia zoofagi. Date le loro abitudini alimentari, i Rincoti si insediano quasi sempre sulla superficie dei vegetali. Fanno eccezione alcune specie di afidi mwai0galligeni, la cui vita si svolge all'interno di galle prodotte generalmente sulle foglie.
• Ambienti domestici. Sono pochi i Rincoti commensali dell'Uomo e fanno per lo più capo alla famiglia dei Cimicidi.

• Ambienti acquatici d'acqua dolce. Sono rappresentati da laghi, stagni, paludi, fiumi a decorso lento, pozze d'acqua temporanee, che ospitano una ricca varietà di Eterotteri occupanti differenti nicchie ecologiche. Alcune specie sono in grado di insediarsi anche su acque correnti, ma la generalità dei Rincoti associati a questi ambienti si insedia in acque tranquille. La vita dei Rincoti, in questi ambienti, si svolge, secondo la specie, sulle sponde, sulla vegetazione igrofita, sulla superficie dell'acqua e sotto la superficie. Le specie interessate sono, secondo i casi, fitofaghe, saprofaghe, predatrici. In merito alle abitudini e, soprattutto, ai meccanismi con cui si attua la mwajyrespirazione, si distingue fra specie acquatiche e semiacquatiche o acquaiole. A questi habitat possono essere assimilati anche gli stagni e le paludi salmastre, ambienti in cui si possono insediare alcuni mwajcCorissidi e alcuni mwajgIdrometre.

Un cenno particolare va fatto alle specie che colonizzano habitat prettamente marini. In generale gli Insetti sono poco rappresentati negli ecosistemi marini, dove altri artropodi, come ad esempio i mwajoCrostacei, hanno trovato l'habitat ideale in cui evolversi. Alcuni Eterotteri si insediano tuttavia in questi ambienti e possono essere distinti, sotto l'aspetto etologico, in due gruppi:

• Specie che vivono sulla superficie di acque marine. Fanno capo ad alcuni generi della superfamiglia mwaj0Gerroidea (mwaj4mwaj8Halobates, mwakamwakeHermatobates, mwakiHalovelia, mwakqTrochopus). In genere si insediano in acque di ambienti costieri, ma non mancano, come nel caso degli mwakyHalobates, esempi di insetti che vivono anche in mare aperto.
• Specie che vivono nel mwakgPiano mesolitorale o zona intertidale. Fanno capo alle famiglie mwakkOmaniidae e mwakoAepophilidae (comprendente una sola specie). Si tratta di un habitat singolare perché è rappresentato dal tratto di costa interessato dalle mwaksmaree. Questi insetti, durante l'alta marea, si rifugiano negli anfratti che trattengono l'aria e, durante la bassa marea si comportano come insetti terrestri.

La maggior parte degli Eterotteri marini è diffusa nelle zone tropicali, in particolare nella mwak0barriera corallina.

Rapporti con l'uomo

Interesse medico-sanitario

L'interesse medico dei Rincoti è limitato, se rapportato al numero di specie coinvolte e all'interesse di altri ordini. I Rincoti di interesse medico o veterinario fanno capo alle famiglie dei Cimicidi e dei Reduviidi (limitatamente alla sottofamiglia mwalkTriatominae), comprendenti specie ematofaghe parassite epizootiche dei Vertebrati, compreso l'Uomo. La specie più comunemente nota è la mwalocimice dei letti, molto diffusa in passato anche in mwalsEuropa.

I danni diretti, causati da questi insetti all'Uomo, sono di due tipi:

• induzione di reazioni mwal8allergiche (mwamadermatiti);
• trasmissione di microrganismi patogeni.

In merito al secondo aspetto, l'interesse è riservato per lo più ai Reduvidi e riguarda alcune aree dell'mwammAmerica Latina: diverse specie si comportano come vettori di mwamqtripanosomi agenti del mwamuMorbo di Chagas.

Oltre all'interesse medico in senso stretto, va detto che molti Eterotteri predatori, sia acquatici, sia terrestri, possono pungere accidentalmente l'uomo a scopo di difesa. L'iniezione della saliva provoca reazioni locali e dolore intenso, al punto che i mwamcNaucoridi, ad esempio, sono noti con il nome comune di mwamgapi d'acqua.

Interesse agrario

L'ambito di interesse agrario è senza dubbio quello di maggiore rilevanza: molte specie di Rincoti fitomizi, a diffusione regionale o cosmopoliti, sono responsabili di danni ingenti alle coltivazioni. I Rincoti di interesse agrario rientrano soprattutto nelle 4 superfamiglie comprese negli Omotteri Sternorrinchi: mwamsAphidoidea (afidi), mwamwCoccoidea (cocciniglie), mwam0Aleyrodidae (mosche bianche o aleurodidi), mwam4Psylloidea (psille). A questi si aggiungono molte specie comprese negli Omotteri Auchenorrinchi, soprattutto appartenenti a varie famiglie di mwam8Fulgoromorfi e mwanaCicadomorfi, comunemente chiamate mwanecicaline. Fra gli Eterotteri, i fitomizi di interesse agrario sono meno numerosi e, spesso, la loro dannosità è occasionale o periodica. Le specie di maggiore interesse fanno capo alle famiglie dei mwaniTingidi, dei mwanmMiridi e, soprattutto, all'infraordine dei mwanqPentatomomorfi.

I danni causati dai Rincoti fitofagi sono di vario tipo e possono essere riassunti nelle seguenti tipologie:

• Danno diretto per sottrazione di mwan4linfa. È il danno più ricorrente ed è causato da tutte le specie. Il danno si concretizza in una riduzione della produzione agraria, fino al suo totale azzeramento nel caso di attacchi massicci. Gravi infestazioni possono portare anche ad un progressivo deperimento delle piante fino alla loro morte.
• Alterazioni istologiche e biochimiche. L'iniezione della saliva ha effetti fitotossici che possono causare, secondo i casi, la morte di zone più o meno estese di tessuto vegetale (necrosi), decolorazioni, arresto dell'accrescimento, deformazioni, suberificazione, ecc. Questi danni sono particolarmente gravi quando si verificano a carico dei giovani germogli, dei fiori, dei frutti in accrescimento, in quanto possono comportare una riduzione consistente della produzione, fino alla perdita totale del raccolto.
• Danni di tipo estetico: sono rappresentati dalle decolorazioni e dall'imbrattamento dovuto al deposito di mwaoemelata ed eventualmente all'accumulo di cera, resti di mwaoiexuvie, scudetti di cocciniglie. Al deposito di melata si accompagna spesso anche lo sviluppo della mwaomfumaggine. Nel complesso, questi danni non sarebbero di per sé gravi, tuttavia portano spesso ad un deprezzamento merceologico del prodotto perché poco desiderato dal consumatore.
• Sviluppo della fumaggine. La fumaggine è una patologia dovuta allo sviluppo di mwaoufunghi mwaoysaprofiti che sviluppano sulla superficie della pianta un mwaocmicelio nerastro. Gli agenti della fumaggine non sono direttamente dannosi alla pianta, tuttavia, oltre al deprezzamento merceologico, va rilevato il danno indiretto causato dallo sviluppo sulle foglie, in quanto ostacola la mwaogfotosintesi. I danni dalla melata sono frequenti nelle infestazioni di Aleurodi, Afidi e Coccidi (eccetto i Diaspini).
• Trasmissione di agenti fitopatogeni. Particolarmente temibile è la trasmissione di mwaoovirus, attraverso gli stiletti boccali. Molte colture annoverano fra le loro avversità più gravi diverse virosi trasmesse da molte specie di rincoti, comprese fra gli afidi, le cicaline, gli aleurodi e, in misura minore, fra i Pentatomomorfi. La gravità in molti casi è tale da provocare la distruzione totale della coltivazione e una propagazione epidemica della virosi. Per questo motivo, molti regolamenti fitosanitari impongono l'obbligatorietà della lotta ad alcune specie e di misure di mwaosprofilassi che riguardano soprattutto il settore mwaowvivaistico.
• Trasmissione di sapori sgradevoli. Interessano la frutta e la verdura raccolte da coltivazioni che hanno subito attacchi da parte di eterotteri e, in particolare, da mwao4Pentatomidi. Questi insetti lasciano sui vegetali che visitano il secreto delle ghiandole odorifere, responsabile dell'odore ripugnante.

Interesse biotecnologico

Molti rincoti predatori sono utili all'agricoltura in quanto nemici naturali di fitofagi dannosi. La loro azione si rivela efficace, in particolare, nella difesa delle colture contro diversi omotteri, mwapktisanotteri, mwapoacari e, in generale, piccoli artropodi. I rincoti ausiliari artropofagi rientrano esclusivamente nel sottordine degli Eterotteri; i più interessanti fanno capo alle famiglie degli mwapsAntocoridi, dei mwapwMiridi, dei mwap0Nabidi, ma eterotteri utili si annoverano anche in altri gruppi sistematici. L'utilità di questi insetti si manifesta in genere nel controllo biologico naturale, perciò la loro efficacia è garantita negli mwap4agrosistemi poco degradati, gestiti con tecniche a basso impatto ambientale e tutelati sotto l'aspetto della mwap8biodiversità.

Alcune specie si sono rivelate efficaci nell'impiego diretto in mwaqelotta biologica con il mwaqimetodo inondativo, soprattutto in mwaqmorticoltura e in mwaqqserra, in quanto in grado di sopperire, in certe condizioni, ai limiti dei mwaquparassitoidi o di altri predatori. Per questo motivo da diversi anni diverse mwaqybiofabbriche, in mwaqcEuropa e nel mwaqgNordamerica, hanno attivato linee di produzione di alcuni rincoti predatori. Le specie maggiormente impiegate in questo settore sono le seguenti:

• mwaqsmwaqwOrius sp. (Anthocoridae). Sono allevati, in particolare, mwaq0O. laevigatus in Europa e mwaq4O. insidiosus in Nordamerica. Impiegati contro i mwaq8tripidi, gli acari e gli aleurodi delle serre.
• mwareXylocoris flavipes (Anthocoridae). Impiegato contro gli insetti delle derrate alimentari.
• mwarqmwaruJoppeicus paradoxus (Joppeicidae). Impiegato contro gli insetti delle derrate alimentari.
• Miridi predatori. Sono allevati, in particolare, mwarcMacrolophus caliginosus e mwarkDicyphus errans. Impiegati contro i tripidi e gli aleurodi delle serre.

Un cenno particolare va fatto all'utilità dei rincoti fitofagi come potenziali agenti di controllo di mwarwpiante infestanti. Il caso più famoso di impiego in questo ambito riguarda il coccide mwar0mwar4Dactylopius opuntiae, fitomizo associato al mwar8fico d'India e alle mwasamwaseOpuntia in generale. Questa cocciniglia, particolarmente dannosa in mwasiMessico, è stata sfruttata per eradicare il problema della invasione delle mwasmOpuntia infestanti in mwasqAustralia, negli mwasuanni quaranta e, più recentemente, in mwasySudafrica.

Interesse tecnologico

Alcuni rincoti hanno avuto, soprattutto in passato, un impiego economico per l'estrazione della mwategommalacca e di alcuni mwaticoloranti. L'importanza economica di queste specie è in gran parte scemata con l'avvento della chimica industriale, che ha fornito succedanei di natura sintetica, ad eccezione della gommalacca, che a tutt'oggi è ancora ottenuta per via naturale. La caratteristica comune delle specie utilizzate per queste estrazioni è quella di formare, in opportune condizioni, dense colonie e fornire perciò un substrato di quantità significative tali da permettere un impiego economico. Le stesse sostanze sono infatti prodotte da molte altre specie, ma in condizioni e quantità tali da non avere interesse tecnologico. Tutte le specie interessate appartengono alla superfamiglia dei Coccidi.

La gommalacca è una mwatqresina mwatupolimerica ottenuta dal secreto delle mwatyghiandole laccipare della mwatcmwatgKerria lacca, presente in mwatkIndia e nel mwatosudest asiatico. Le colonie di questa cocciniglia sono completamente avvolte da manicotti cilindrici, spessi circa mwats1 cm, formati dall'accumulo delle abbondanti secrezioni lacciferecite-ref-18[18]. In queste regioni si inocula il coccide su varie piante arboree, provocandone l'infestazione allo scopo di ricavare la laccacite-ref-19[19]. Nonostante esistano diverse resine sintetiche, la gommalacca è ancora presente in commercio e utilizzata per lavori di mwauqebanisteria e mwauurestauro e come additivo alimentare nell'mwauyindustria dolciaria.

I coloranti E120 (cocciniglia) ed E124 (rosso cocciniglia), corrispondenti a due gradazioni del mwaugrosso, erano tradizionalmente estratti da alcune specie di coccidi, ottenuti dai pigmenti rossi presenti nel corpo delle femmine e nelle uova. Attualmente questi coloranti naturali hanno importanza marginale, perché in gran parte sostituiti dai corrispondenti sintetici, che mantengono le stesse denominazioni. Le specie da cui si estraggono sono il mwaukmwauoDactylopius coccus o cocciniglia del carminiocite-ref-20[20], il mwau8mwavaDactylopius opuntiaecite-ref-21[21] e il mwavumwavyKermes vermilio o chermococco o vermiglio delle quercecite-ref-22[22]. In mwavsPolonia si sfruttava la mwavwmwav0Porphyrophora polonica o cocciniglia polaccacite-ref-23[23].

Interesse alimentare

Molte specie di rincoti hanno un interesse anche come risorse mwawkalimentari, più o meno dirette, per l'Uomo. Lo sfruttamento di questi insetti ha interessi circoscritti a singole regioni o popolazioni, diffuse però in gran parte del mondo, e si configura in tre diverse attività:

• raccolta delle uova;
• cattura o raccolta degli insetti.

Il miele derivato dai Rincoticite-ref-24[24]cite-ref-25[25], chiamato mwaxgmiele di melata, è prodotto dalle mwaxkapi utilizzando come materia prima la melata dei rincoti, invece del mwaxonettare, in ambienti o periodi in cui scarseggiano le fioriture. In mwaxsItalia è prodotto soprattutto nelle regioni centrali e settentrionali nelle foreste montane di mwaxwconifere (mwax0abetine) e, dagli mwax4anni ottanta, in collina in zone a forte infestazione da mwax8mwayaMetcalfa pruinosa. Il miele di melata differisce marcatamente dagli altri mieli sia per la composizione chimico-nutritiva sia per le mwayeproprietà organolettiche e in Italia non gode di particolare favore, mentre è apprezzato nel Nord Europa.

La letteratura cita inoltre l'uso di raccogliere la melata di afidi, cocciniglie o psille in diverse parti del mondocite-ref-defoliart-26-0[26]: in mwaycNordamerica, presso le mwaygtribù indiane del mwaykGran Bacino e della mwayoSierra Nevada, nel mwaysSudafrica, nel mwaywMedio Oriente, in mway0Australia.

La raccolta delle uova ha un interesse piuttosto circoscritto. Le uova, utilizzate come alimento per l'Uomo e per gli mwazcUccellicite-ref-servadei304-27-0[27] sono ottenute da diverse specie di mwazwCorissidi che popolano alcuni mwaz0laghi salati in mwaz4Messico e in mwaz8Egitto. Le informazioni relative all'Egitto, in letteratura, sono scarsecite-ref-servadei304-27-1[27]cite-ref-28[28]. In Messico, la raccolta delle uova dei Corissidi è un'attività tradizionale che risale al tempo degli mwa0gAztechi e che a tutt'oggi è ancora viva, malgrado sia seriamente minacciata da problemi ambientalicite-ref-29[29]. Il prodotto, noto con il nome locale mwa00mwa04ahuahutle o, impropriamente, di mwa08caviale messicano, è particolarmente rinomato nel mercato localecite-ref-30[30]cite-ref-31[31].

L'uso diretto, come alimento, dei rincoti, allo stadio di neanide o di adulto, è diffuso in tutto il mondo, ma in particolare in mwa1kAmerica centrale e nel mwa1osudest asiatico, e riguarda nella generalità dei casi usi e costumi locali. Il numero di specie interessate è notevolecite-ref-defoliart-26-1[26]. In genere, il ricorso ai rincoti per l'alimentazione è dettato da condizioni di sottosviluppo e finalizzato ad integrare il fabbisogno mwa18proteico, ma in alcuni casi si tratta di una vera e propria tradizione gastronomica. Diverse segnalazioni risalgono inoltre al mwa2aXIX secolo o alla prima metà del mwa2eXX secolo. Secondo gli usi locali e le specie interessate, gli insetti vengono o venivano consumati crudi oppure adeguatamente preparati e cucinati.

Le famiglie più ricorrenti sono i mwa2mBelostomatidi (mwa2qgiant water bugs, in italiano "cimici acquatiche giganti") e i mwa2uCicadidi (cicale), comprendenti specie consumate presso varie popolazioni in tutti i continenti, mentre le altre famiglie hanno interessi più circoscritti. Un quadro generale è riassunto nella seguente tabella.

| Famiglie | Regioni |
|---|---|
| Belostomatidae | Nordamerica , Messico , Congo , India , Indocina , Malaysia , Cina , Giappone |
| Coreidae | Messico, Nuova Guinea |
| Corixidae | Messico, Indonesia |
| Gerridae | India |
| Naucoridae | Messico, Thailandia |
| Nepidae | Madagascar , Congo, Thailandia |
| Notonectidae | Messico, Thailandia, Myanmar |
| Pentatomoidea | Messico, Sudafrica , Zimbabwe , Malawi , India, Thailandia, Cina |
| Cercopidae | Congo |
| Cicadellidae | Australia |
| Cicadidae | Nordamerica, Messico, Madagascar, Zimbabwe, Congo, Malawi, Zambia , India, Indocina, Malesia, Indonesia, Cina, Giappone, Nuova Guinea, Australia |
| Fulgoridae | Madagascar |
| Membracidae | Messico, Brasile |

Nelle popolazioni di origine europea, non si conosce l'uso dei rincoti nell'alimentazione. Pemberton (1988) segnalò che in mwa7mCalifornia si vendevano belostomatidi della specie mwa7qLethocerus indicus, la più ricercata, nei ristoranti e in altri punti vendita gestiti da tailandesi, presumibilmente per soddisfare la domanda da parte di immigrati indocinesicite-ref-32[32].

Sistematica

Storicamente, i Rincoti erano rappresentati in due ordini distinti, gli Hemiptera o Heteroptera e gli Homoptera. Le denominazioni facevano riferimento alla conformazione delle ali: gli Heteroptera hanno ali anteriori morfologicamente differenziate dalle posteriori, con una parte prossimale sclerificata, gli Homoptera hanno ali anteriori pressoché simili alle posteriori oppure interamente sclerificate. Successivamente i due raggruppamenti vennero riuniti in un unico ordine, a cui si attribuì la denominazione di "Hemiptera" o, secondo l'autore, quella più generale di "Rhynchota".

Secondo la classificazione morfologica più largamente adottata, l'ordine si suddivide in due sottordini, corrispondenti agli originari raggruppamenti sistematici:

• mwa78Heteroptera: comprende insetti con ali anteriori generalmente differenziate in emielitre, raramente interamente sclerificate (tegmine) o membranose, provvisti di ghiandole odorifere con uno o due sbocchi nel metatorace, apparato boccale inserito nella parte anteriore del capo e nettamente separato dal prosterno da una regione ventrale sclerificata detta gola.
• mwa8eHomoptera: comprende insetti con ali anteriori interamente sclerificate o membranose, mai differenziate in emielitre, privi di ghiandole odorifere e con apparato boccale inserito nella parte posteriore del capo, a contatto con il margine del prosterno.

Nel complesso vi sono comprese circa 150 famiglie, ripartite quasi equamente fra i due sottordini, ma con un numero di specie numericamente più rappresentate fra gli Heteropteracite-ref-afd-33-0[33], poco meno di mwa8c40 000.

La suddivisione interna dei due sottordini ha subito diversi aggiustamenti, con conseguente eterogeneità negli inquadramenti sistematici adottati dalla letteratura. Uno degli schemi più recenti adotta per gli Heteroptera la suddivisione in infraordini e superfamiglie. Per gli Homoptera si adotta tradizionalmente la suddivisione in tre sezioni o divisioni e in superfamiglie, per quanto l'inquadramento sistematico sia obsoleto sotto l'aspetto mwa8kfilogenetico. Il quadro complessivo risultante è riassunto nel seguente schema:

• Sottordine mwa8wHeteroptera. Si suddivide in sette infraordini, a loro volta comprendenti una o più superfamiglie:

• mwa88Cimicomorpha
• mwa9eDipsocoromorpha
• mwa9uGerromorpha
• mwa9cLeptopodomorpha
• mwa9kNepomorpha
• mwa9sPentatomomorpha

• Sottordine mwa90Homoptera. Si suddivide in tre sezioni, ciascuna suddivisa secondo schemi differenti:

• mwa-aAuchenorrhyncha
• mwa-iColeorrhyncha
• mwa-qSternorrhyncha

Da un punto di vista filogenetico, la suddivisione in due sottordini è obsoleta, in quanto il raggruppamento degli Homoptera è mwa-yparafiletico. Sulla base di queste considerazioni, dagli mwa-canni novanta diversi autori considerano la suddivisione in 3 o 4 sottordinicite-ref-afd-33-1[33]cite-ref-34[34]:

• Heteroptera
• Auchenorrhyncha
• Sternorrhyncha
• Coleorrhyncha

Controverso è l'inquadramento sistematico dei Coleorrhyncha, che comprende la sola famiglia mwa-yPeloridiidae, e per il quale sono state proposte varie collocazioni. Fra gli orientamenti recenti, infatti, non tutti gli Autori concordano con la separazione in un sottordine distinto, ma alcune interpretazioni includono il raggruppamento all'interno degli Heteroptera o degli Auchenorrhynchacite-ref-afd-33-2[33].

Note

cite-note-11. mwbaemwbaiMoreira da Costa Lima, Hemípteros,mwbaq p. 14.
cite-note-weber-22. mwbao(mwbasmwbawDE) Hermann Weber, mwba0Lehrbuch der Entomologie, Jena, Fischer, 1922.
cite-note-33. mwbbemwbbiMoreira da Costa Lima, Homópteros,mwbbq pp. 8-10.
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Collegamenti esterni

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